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Presentazione

Io voglio deformare la cosa al di là dell'apparenza ma al tempo stesso voglio che la deformazione registri l´apparenza.
Francis Bacon

Giovanni Sartori in un recente saggio usa l´espressione "Homo videns". Non "sapiens", come ci conviene dalla notte dei tempi. Saremmo diventati uomini che video-vivono e allevano video-bambini. La colpa è della televisione che in brevissimo tempo avrebbe quasi azzerato la complessità della parola e del pensiero, la capacità di astrarre e di immaginare.
Che sia in corso o meno una mutazione genetica, il primato dell'immagine, l'ininterrotto fluire di informazioni che non si traducono in conoscenza, l'atrofizzazione della capacità simbolica, di distinguere falso e vero e, su tutto, la pervasività di tv e nuovi media sono questioni che informano tutta la società della comunicazione. E la vita di ciascuno di noi. E' un bel guaio anche per il teatro.
Teatro e Colline 2008 si occupa anche di questo.
Al suo diciottesimo compleanno il festival, proprio mentre riafferma la primitiva missione di promuovere la ricerca e la più libera espressione dei suoi protagonisti, registra il ritorno al mondo e alle domande che diversi autori, registi e attori sviluppano, con nuova urgenza nelle ultime stagioni, nel ridefinire realtà e invenzione, sostanza e apparenza, vero e simile.
Questioni vecchie come il teatro, si dirà, eppure ineludibili quanto cariche di implicazioni attuali. Con i piedi ben piantati nello scenario delle apparenze, il teatro trova così più di una occasione per ribadire, e rinnovare, un ruolo, una missione, un motivo di essere in questo tempo.
Il teatro contemporaneo che vi presentiamo condivide con il pubblico il linguaggio, i temi, le attitudini e i modi di sentire e di intendere. Non rappresenta ma deforma, rivendica il tradimento e la trasfigurazione scenica come dimensioni proprie della creazione, atti necessari per esprimere il dato più intimo della vicenda umana, singola e collettiva. Propone, anche al cittadino, un gioco consapevole che libera l'immaginazione, nutrendo il pensiero, e svela, sera dopo sera, un inganno, un luogo comune, una abitudine.
Stefano Labate